Progetto di ricerca "Esportare oggetti, elaborare uno stile": relazione illustrativa presso l'Archivio Centrale dello Stato

 

La dott. Francesca Morosetti, vincitrice della prima borsa di studio Luigi Spezzaferro, il giorno 10 giugno 2014 ha illustrato ai rappresentanti della Fondazione la ricerca da lei svolta presso l'Archivio Centrale dello Stato.

Il Soprintendente, Agostino Attanasio, con la sua autorevole presenza ha inteso dare conferma della rilevanza dei risultati conseguiti fino a questo momento dalla giovane studiosa, nell’ambito di una più ampia collaborazione con il prof. Paolo Coen. L’importanza dei dati raccolti fa, inoltre, osservare una continuità fra la ricerca auspicata e concretamente effettuata da Luigi Spezzaferro e le potenzialità euristiche offerte dalle dotazioni archivistiche di un paese come l’Italia, tanto ricco di storia e di cultura, quanto generalmente privo di sufficienti risorse per valorizzarle e tutelarle appieno.

 

La relazione che Francesca Morosetti ha preparato sulla ricerca compiuta viene affissa sul sito della Fondazione, in previsione di organizzare una prossima, più elaborata e documentata, forma di comunicazione scientifica.

 

 

BORSA DI STUDIO LUIGI SPEZZAFERRO

Progetto di ricerca "Esportare oggetti, elaborare uno stile. Domanda, offerta e circolazione di oggetti d'arte e design nell'Italia postunitaria (1870-1915)"

 

Relazione finale maggio 2014

Dr.ssa Francesca Morosetti

 

 

Nell’ambito del progetto di ricerca "Esportare oggetti, elaborare uno stile. Domanda, offerta e circolazione di oggetti d'arte e design nell'Italia postunitaria (1870-1915)" a cui si è collaborato grazie all’assegnazione della Borsa di studio Luigi Spezzaferro, è stato avviato, presso l’Archivio Centrale dello Stato, un lavoro di elaborazione su base digitale delle licenze di esportazione prodotte in Italia tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento.

 

Il lavoro, che è consistito nell’analisi e nella schedatura delle licenze di esportazione su database Access, con particolare attenzione non solo ai dati strettamente connessi all’esportazione, come la destinazione o il prezzo di esportazione, ma anche alle tipologie dei singoli oggetti d’arte esportati, ha preso avvio nel mese di luglio 2013 con la schedatura delle licenze di esportazione prodotte nell’anno 1900. Di questo primo anno non è stato possibile visionare e procedere alla schedatura di una sequenza di circa 10 documenti completamente deteriorati ed illeggibili.

Alla fine del primo mese di lavoro il database Access utilizzato per l’elaborazione del materiale si costituiva di 1496 licenze di esportazione schedate.

Dopo l’interruzione del mese di agosto, il lavoro è stato ripreso il giorno 2 settembre con l’avvio della schedatura delle licenze di esportazione prodotte nell’anno 1901.

Successivamente si è proceduto con la consultazione ed elaborazione su base digitale degli anni 1890, 1904, 1888, 1889, e 1902. Il lavoro si è interrotto con la schedatura delle licenze prodotte nel mese di aprile dell’anno 1903. Sono state quindi analizzate le licenze prodotte in 8 anni, non consecutivi.

 

Al termine del lavoro, il giorno 30 maggio 2014, risultavano consultate ed elaborate su base digitale

n. 10730 licenze e catalogati n. 25891 oggetti d’arte per i quali venne concessa l’esportazione.

 

Per l’anno campione 1900 è stato inoltre condotto un lavoro di elaborazione dei dati con la creazione di grafici allo scopo di mettere in luce il valore quantitativo e la destinazione dei beni esportati, quello economico dei flussi di esportazione e le categorie degli oggetti. Al termine del lavoro sono stati infine elaborati in grafici anche i dati complessivi che, seppur ancora parziali, riescono a fornire le prime significative indicazioni sulle variazioni di tendenza di anno in anno riscontrate dalle studio della documentazione prodotta dall’Ufficio esportazioni di Roma. Tali grafici si allegano alla presente.

 

Nel corso dei dieci mesi è stata inoltre parallelamente condotta una ricerca sugli inventari del fondo Direzione generale antichità e belle arti del I, II e III versamento, corrispondenti ad un arco cronologico che va dal 1860 al 1907, che ha dimostrato che il progetto, inizialmente circoscritto alla documentazione riguardante l’Ufficio esportazioni di Roma, presenta delle possibilità di ampliamento ed approfondimento grazie alla presenza di un numero cospicuo di buste nelle quali sono conservate le licenze di esportazione prodotte dagli uffici di altre città italiane.

Da una stima approssimativa si tratterebbe di n. 175 buste, la consultazione delle quali oltre a compensare le lacune della parte riguardante l’Ufficio esportazioni di Roma, permetterebbe di avviare un’indagine completa della materia a livello territoriale e di ottenere una mappatura esaustiva dei beni artistici dei quali fu concessa l’esportazione su tutto il territorio nazionale, mettendo in luce differenze di gusto e di orientamenti. Consentirebbe infine la comprensione della struttura e del funzionamento degli Uffici esportazione in Italia, mettendone il luce le vicende istitutive, l’operato, la loro distribuzione sul suolo nazionale e le competenze territoriali.

 

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