Inugurazione della mostra "Il segno astratto. La collezione Palpacelli da Avenali a Scialoja"

mostra e catalogo a cura di

Alessandro Brodini e Margherita Fratarcangeli

 

8 febbraio – 1 marzo 2015

Inaugurazione: 7 febbraio 2015, h. 17.00

 

                                         Museo Tuscolano – Scuderie Aldobrandini

                                     Piazza Guglielmo Marconi, 600044 Frascati (RM)

 

 

La mostra è patrocinata dalla Regione Lazio ed è realizzata con il sostegno di:

Bibliotheca Hertziana, Max-Plank-Institut für Kunstgeschichte

Comune di Fiuggi

Comune di Frascati

Fondazione Luigi Spezzaferro

 

in collaborazione con:

Archivio Centrale dello Stato

Fondazione Toti Scialoja

Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti econservatori di Roma e Provincia

 

 

Novant’anni fa nasceva Francesco Palpacelli (Fiuggi 1925 - Roma 1999). Stimato e importante architetto, noto per alcune opere come il centro idrico di Vigna Murata, Palpacelli coltivava anche la passione per l’arte, una passione condivisa con la moglie Gabriella Riccio.

Nel suo studio di via Giulia, attorno ai tavoli da disegno trasformati in tavolate conviviali, si sono avvicendati nel corso di un trentennio (1967-1997) artisti, architetti, musicisti, critici d’arte, attori e giornalisti. Tra questi vi erano personaggi del calibro di Marcello Avenali, Alfonso Gatto, Sergio Musmeci, Carlo Scarpa e Toti Scialoja. In questo gruppo i rapporti di amicizia non erano mai disgiunti da quelli di stima professionale e così i Palpacelli hanno iniziato a raccogliere le opere d’arte dei loro artisti-amici. La collezione che ne è risultata ha superato le oltre cento opere, conserva tutt’oggi la compattezza originaria e non è mai stata esposta al pubblico.

Accanto a un saggio delle opere di Palpacelli architetto e designer, la mostra vuole documentare uno spaccato importante della storia culturale, sociale e artistica di Roma e dell’Italia nel corso di quel mezzo “secolo breve” che ha cambiato il volto del nostro Paese: dal secondo dopoguerra sino alla fine della prima Repubblica.

I dipinti, i disegni, le sculture e gli oggetti presentati qui per la prima volta ci parlano di un gusto prevalentemente orientato verso l’informale e l’astrattismo, anche se non mancano opere di carattere figurativo. E’ il segno, e in particolare il segno astratto, ciò che interessa maggiormente a Palpacelli: «tracciare una linea significa pensarla e viverla tutta. Questo è il valore del segno».

 

E' possibile leggere o scaricare gratuitamente il catalogo della mostra.

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